Il libro che mi aprì la porta del sottovuoto
Come un libro di Luca Barbieri mi avvicinò nel 2009 alla tecnica del sottovuoto e influenzò il mio modo di lavorare in cucina.
Ci sono libri che si leggono e poi si ripongono su uno scaffale.
E poi ce ne sono alcuni che, in qualche modo, cambiano il modo in cui guardi il tuo lavoro.
Per me è stato così con “Stile Libero – Tecniche e ricette fra tradizione ed innovazione con il sottovuoto”, scritto da Luca Barbieri.
Era il 2009 quando, grazie a Marco Terrile, entrai in contatto con Luca. All’inizio furono messaggi e telefonate, fino a quando decisi di acquistare direttamente da lui il suo libro.
Quel libro è ancora con me.
E non è un semplice libro di cucina: custodisco ancora con cura la copia che Luca mi dedicò.
In quel momento probabilmente non potevo immaginare quanto quelle pagine avrebbero influenzato il mio percorso.
Il sottovuoto, per me, non fu semplicemente una nuova tecnica da imparare. Fu una porta che si aprì sulla curiosità.
Cominciai a fare prove. Poi altre prove. Alcune riuscivano, altre meno. Cercavo di capire, modificavo, riprovavo.
Piano piano quelle sperimentazioni iniziarono a entrare nel mio modo quotidiano di lavorare.
Negli anni ho continuato a cercare, studiare e confrontarmi. Ho incontrato altri libri, partecipato a piccoli corsi dimostrativi, osservato tecniche diverse e, soprattutto, continuato a sperimentare.
Fino a costruirmi, nel tempo, un mio modo di lavorare.
Non credo esista un unico modo per diventare cuochi.
Ognuno raccoglie qualcosa dagli altri, prende spunti, studia, sbaglia, riprova e alla fine costruisce il proprio percorso.
Il mio è stato anche questo.
E oggi, quando utilizzo il sottovuoto nella mia cucina, penso a quella porta che si è aperta nel 2009.
Qualche giorno fa mi sono sentito nuovamente con Luca.
Gli ho raccontato che avevo rifatto completamente il mio blog, Cucina in Equilibrio, e gli ho chiesto se gli avrebbe fatto piacere dargli un’occhiata e dirmi cosa ne pensava.
Poi gli ho detto una cosa che sentivo di dovergli dire:
“Dentro questo blog c’è anche un po’ di te.”
Perché è così.
C’è un po’ di quel libro, di quella curiosità che mi aveva fatto nascere, di quelle prime prove e di quella voglia di capire dove potesse portarmi una tecnica allora nuova per me.
Ma tutto quello che è venuto dopo è stato il mio percorso.
Anni di lavoro, di esperimenti, di errori, di soddisfazioni e di continua ricerca.
Oggi non mi considero un maestro e non ho la presunzione di avere la verità in cucina.
Sono semplicemente un cuoco che ama ancora imparare.
Un cuoco curioso.
Un cuoco che, dopo tanti anni, ha ancora voglia di fare una prova in più per capire se qualcosa può essere fatto meglio.
Ed è forse proprio questa curiosità che mi ha portato fino a qui.
A Cucina in Equilibrio.
Un luogo dove raccolgo quello che ho imparato, quello che continuo a sperimentare e quello che, nel mio piccolo, posso lasciare a chi avrà la curiosità di passare da queste pagine.
Perché a volte un percorso professionale può iniziare da una telefonata, da una persona che incontri, o semplicemente da un libro.
Il mio, in parte, è iniziato proprio lì.
Nel 2009.
Con un libro dedicato da Luca Barbieri.
E con una porta che si è aperta sul mondo del sottovuoto.
Cucina in Equilibrio
Dove tecnica e passione si incontrano

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