Due mani

Due mani

Ci sono persone che entrano nella nostra vita per caso.

E poi ci sono quelle che arrivano nel momento esatto in cui ne abbiamo bisogno, anche se in quel momento non lo sappiamo ancora.

Questa Γ¨ la storia di Ciro.

Una storia fatta di due mani che, in momenti diversi, si sono cercate e si sono sostenute.

Nell’ottobre del 2023, alla fine di quella stagione, sentii il bisogno di ringraziare Ciro. Gli scrissi un messaggio su WhatsApp, semplice e spontaneo, per ringraziarlo di tutto quello che aveva fatto per me durante quella stagione.

Oggi, rileggendolo, mi rendo conto che dentro quelle parole c’era molto piΓΉ di un semplice grazie.

Tutto era iniziato qualche mese prima.

Ero giΓ  stato assunto all’Hotel Valleverde, ma non avevo ancora iniziato a lavorare. Poi, quasi per fortuna, arrivΓ² una scoperta che avrebbe cambiato completamente i miei programmi: un problema serio alla testa che richiedeva un intervento.

La prima cosa che feci fu andare dalla proprietaria dell’hotel.

Le raccontai quello che era successo e le dissi che mi sarei dovuto operare a breve. Le dissi anche, con grande sinceritΓ , di fare quello che riteneva piΓΉ giusto. Se avesse deciso di rinunciare a me, l’avrei capito. Non sapevo quanto sarebbe durato il recupero, nΓ© quando sarei stato in grado di tornare al lavoro.

Invece lei non mi licenziΓ².

Mi misi in malattia e mi lasciΓ² tutto il tempo necessario per affrontare quello che avevo davanti.

Non era una cosa scontata. Non avevo ancora nemmeno iniziato a lavorare e lei avrebbe potuto semplicemente scegliere un’altra persona.

Per questo, ancora oggi, sento di doverla ringraziare.

L’operazione arrivΓ² a maggio e, pochi giorni dopo, fu necessario un secondo intervento. Avevo davanti un periodo di recupero e non sapevo ancora quando sarei riuscito a tornare alla mia vita e al mio lavoro.

Poi, finalmente, arrivΓ² il momento di tornare.

Il 23 giugno rientrai al Valleverde.

E lì incontrai Ciro.

Una persona molto preparata nel suo lavoro, ma soprattutto una persona con un animo gentile, discreto, capace di aiutare senza farlo pesare.

In quel periodo avevo bisogno proprio di questo.

Non di qualcuno che mi ricordasse continuamente quello che avevo passato, ma di qualcuno che mi permettesse semplicemente di tornare a fare il mio lavoro.

Ciro fece molto di piΓΉ.

Mi prese per mano.

Metaforicamente, certo, ma è proprio così che lo ricordo.

Mi accompagnΓ² giorno dopo giorno fino alla fine della stagione. Anche le grigliate, che per me sarebbero potute diventare un problema, finirono in gran parte sulle sue spalle. E non me lo fece mai pesare.

Per questo gli dicevo spesso, scherzando:

“Ma tu da dove sei venuto? Sei sceso dal cielo?”

Forse non scherzavo poi così tanto.

A fine stagione gli scrissi un messaggio


Non sapevo ancora quanto quelle parole sarebbero diventate vere.

L’anno successivo decisi di non tornare al Valleverde. Trovai un impegno con un altro hotel e pensavo che quella parte della mia vita fosse ormai alle spalle.

Dopo appena una settimana dal nuovo lavoro, perΓ², arrivΓ² una notizia che non avrei mai voluto ricevere.

Quello che pensavo di essermi lasciato alle spalle era tornato.

La malattia era ricomparsa.

Il 25 giugno 2024 fui sottoposto a un nuovo intervento.

Ancora una volta la vita aveva deciso di cambiare programma.

Poi, il 13 agosto, squillΓ² il telefono.

Era la proprietaria del Valleverde.

Una persona della cucina si era dimessa e mi chiese se avessi avuto voglia di tornare per dare una mano a Ciro.

Non ebbi bisogno di pensarci molto.

Certo, c’era il lavoro.

Ma soprattutto c’era Ciro.

Mi sentivo in debito con lui. E nel frattempo era nata un’amicizia, una di quelle che vanno oltre il semplice rapporto tra colleghi.

Il giorno dopo tornai al Valleverde.

Questa volta, perΓ², le cose erano cambiate.

Nel 2023 era stato Ciro a prendere per mano me.

Nel 2024 fui io a prendere per mano lui.

Fino alla fine della stagione.

Forse Γ¨ questo che significa davvero essere amici.

Non esserci soltanto quando tutto va bene.

Non servono grandi discorsi, nΓ© promesse.

A volte basta esserci.

Con discrezione.

Con rispetto.

Con quella delicatezza che non fa rumore, ma che una persona non dimentica piΓΉ.

Per questo, dopo tanti anni, quella frase che avevo scritto a Ciro mi sembra ancora piΓΉ vera:

“Da dove sei venuto? Sei sceso dal cielo?”

Forse sì.

Forse alcune persone arrivano proprio quando ne abbiamo bisogno.

E quando arrivano, lasciano qualcosa che rimane per sempre.

Grazie Ciro.

Per quello che hai fatto per me.

Per come lo hai fatto.

E soprattutto per la persona che sei.

Ti porterΓ² sempre nel mio cuore.


In tutto questo, perΓ², c’Γ¨ una cosa che non posso dimenticare: la mia famiglia.

Loro ci sono sempre stati. Nei momenti belli e soprattutto in quelli piΓΉ difficili. Hanno vissuto con me le paure, le attese, le preoccupazioni e le speranze, standomi accanto senza mai farmi sentire solo.

E ancora oggi sono cosΓ¬. Mi sono sempre vicini, si preoccupano per me e continuano ad accompagnarmi, con quell’amore che spesso non ha bisogno di parole.

Se oggi posso raccontare questa storia, Γ¨ anche grazie a loro.

A loro va il mio grazie piΓΉ grande.

Claudio

Chef — Cucina in Equilibrio

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